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martedì 14 agosto 2012

E' necessario lo spirito di mortificazione

La caratteristica di chi si consacra a Dio deve essere lo spirito di rinunzia; si suppone che chi ha fatto le grandi rinunzie con i Voti, sia anche disposta ad abbracciare le piccole rinunzie quotidiane. Nella storia degli Ordini Religiosi lo spirito di penitenza ha avuto sempre un posto eminente e non pochi membri sono giunti all'eroismo della mortificazione.

C'è chi pensa: La Suora deve adattarsi ai tempi. Il rigore della penitenza, non può ammettersi più. L'essenziale è che non si cada in peccato. -

Si risponde: Se nel passato lo spirito di mortificazione era necessario alle Suore, oggi è necessariissimo. -

La ragione è evidente: scopo primo della vita religiosa è la salvezza dell'anima propria. Le tendenze al male persistono anche nel chiostro; è compito della mortificazione tenere a freno le cattive tendenze. Oggi lo spirito di mortificazione deve essere più accentuato che nel passato, perchè il mondo è penetrato nelle Case Religiose, i pericoli sono aumentati, le attrattive al male sono continue e forti e senza una buona dose di virtù è assai difficile resistere al male. Essendo aumentati i pericoli, deve aumentare la mortificazione. Se la Religiosa non riflette e prende alla leggera questo affare, farà naufragio nella purezza e forse nella vocazione. La mortificazione, oggi più che mai, è necessaria, come il salvagente al naufrago.

[Brano tratto da “Suora, ascolta!” di Don Giuseppe Tomaselli]