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sabato 26 gennaio 2013

Ardere dal desiderio di abbracciare la vita religiosa


Riporto alcuni brani di una lettera che ho scritto a una studentessa di 18 anni che arde dal desiderio di donare a Gesù il resto della propria vita entrando in un monastero di clausura.

Cara sorella in Cristo,
sono contento che prossimamente scriverai un'e-mail alle suore di clausura per chiedere di pregare per te. “Militia est vita hominis super terram”, la vita su questa terra è una continua battaglia contro i nemici dell'anima che tentano di allontanarci da Dio.  Il demonio con mille trabocchetti si impegna tantissimo per convincere le anime a rinunciare alla vocazione religiosa. Per questo motivo è molto utile chiedere preghiere alle claustrali, il loro aiuto spirituale può contribuire a superare le prove che dovrai affrontare. Digli pure che prossimamente vorresti andare a trovarle per trascorrere qualche giorno con loro. Stai sicura che ti accoglieranno a braccia aperte, saranno liete di ospitarti per farti fare un'esperienza di vita religiosa.

Capitava spesso che i genitori si oppongano alla vocazione delle proprie figlie, ma poi si arrendono, perché mica possono costringerle con la forza a non partire per il monastero. Quando una persona ha compiuto 18 anni è libera di eleggere lo stato di vita che vuole, costringerla con la forza a restare a casa sarebbe un reato. In genere, quando ci sono le vestizioni religiose (cioè l'inizio del noviziato) e successivamente le professioni (la cerimonia in cui si pronunciano i voti di povertà, castità e obbedienza), i genitori sono lieti di andare in chiesa a vedere la cerimonia, e in molti si commuovono, anche quelli che tentarono di ostacolare le figlie. :-) In molti istituti religiosi nel giorno della vestizione religiosa è il padre della ragazza a portare a braccetto sua figlia all'altare vestita in abito nuziale, poi le viene messo l'abito da suora. È una cerimonia commuovente. 

Per quanto riguarda le amiche, in effetti bisogna essere prudenti. Soprattutto se un'amica è una persona mondana che comprende solo discorsi riguardanti discoteche, cosmetici, mode, gossip, oroscopi, soldi, divertimenti e cose di questo genere, non comprenderebbe mai la scelta di una ragazza di voler abbracciare la vita religiosa in clausura per vivere più unita a Gesù, ricercare la perfezione cristiana, vivere il Vangelo con più ardore, salvare più agevolmente la propria anima, salvare tante altre anime con la penitenza e la preghiera, ecc. Può darsi che qualcuna possa anche tentare di convincerti a rifiutare la vocazione e di dedicare la tua vita alle cose mondane. Prima della tua esperienza vocazionale, è meglio non dire alle tue amiche che vuoi diventare sposa di Gesù Cristo.

Devo dirti una cosa importante. Quando il demonio non riesce a convincere una persona a rinunciare alla vocazione, allora tenta un'altra trappola, che consiste nel seminare confusione circa l'istituto religioso in cui entrare. Se una ragazza vuole entrare in un ordine di vita contemplativa, le insinua che non è portata per quella vita, ma per quella attiva. In questo modo quella sarà confusa e non saprà cosa fare. E il demonio nel torbido pesca sempre qualcosa. Oppure se una ragazza ha deciso di fare esperienza vocazionale in un determinato istituto contemplativo, lui tenta di insinuarle che è meglio andare in un altro, magari con la scusa che è più vicino a casa propria. Anche in questo modo semina confusione. Secondo me, la cosa migliore da fare è mantenere lo sguardo fisso sulla congregazione prescelta, e andare lì a fare un'esperienza vocazionale. Se una ragazza rimane molto soddisfatta di ciò che ha trovato in quel monastero, allora è inutile fare delle prove altrove. Se invece non è rimasta pienamente soddisfatta, allora può certamente fare delle esperienze anche in altri monasteri di clausura di altri istituti religiosi.

Certamente pregherò per te, sarà una grande gioia per me quando verrò a sapere che Gesù buono ti avrà preso tutta per Sé facendoti abbracciare lo stato di vita più perfetto: la vita religiosa.

Cordiali saluti in Gesù e Maria,

Cordialiter