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domenica 24 giugno 2012

Amicizie mondane

Uno degli scopi di questo blog è di far riflettere spesso sulla vita religiosa quelle persone che pur avendo la vocazione, sono costrette per qualche valido motivo a restare ancora un po' di tempo nel mondo. In questo periodo di attesa è importatissimo custodire la vocazione come un tesoro prezioso. Bisogna stare il più possibile lontano dalle persone mondane, le quali in genere sono capaci di parlare quasi esclusivamente di gossip, divertimenti, oroscopo, discoteca, soldi, lussuria, moda e altre cose vane che distolgono la mente dalle cose che contano davvero nella vita, ossia conoscere, amare e servire Dio, in attesa di giungere in Cielo per amarlo per tutta l'eternità.

Se una persona chiamata da Dio alla vita consacrata ascolta volentieri discorsi mondani, la sua mente si distrarrà dalle cose celesti, il suo cuore si attaccherà ai beni materiali e ai piaceri carnali, e così perderà la vocazione. Non si tratta di una perdita di poco valore, poiché solo facendo la volontà di Dio si può essere felici su questa terra.

Non dico che bisogna vivere come eremiti, ma almeno cercare di evitare di discorrere più del necessario con le persone mondane. Frequentate solo persone spirituali, leggete solo libri e siti internet che vi aiutano a custodire gelosamente il tesoro della vocazione. Fate attenzione agli “amici”, poiché costoro potrebbero dissuadervi dall'entrare in monastero. Vi diranno che se abbraccerete la vita religiosa non potrete mai più godere gli spassi e i divertimenti del mondo. Ma questi discorsi sono delle vere tentazioni. Il nostro scopo su questa terra non è di abbandonarci ai divertimenti sfrenati, che presto finiranno, ma di salvare l'anima osservando la Legge di Dio.

Molti cristiani che su questa terra hanno vissuto tra ricchezze, onori, spassi e divertimenti, poi quando sono giunti nell'ora della morte, hanno versato lacrime di pentimento al pensiero di aver sprecato un'intera vita dietro a beni passeggeri, mentre avrebbero potuto farsi santi amando Dio, che è il nostro unico bene. Filippo II, celebre re di Spagna, giunto ormai nell'ora della morte, disse che avrebbe voluto non esser mai stato re, ma che sarebbe stato meglio se fosse stato frate. Quando si è ad un passo dall'abbandonare questo mondo per presentarsi innanzi all'inappellabile tribunale di Gesù Cristo per rendere conto delle proprie azioni e ricevere la sentenza eterna: inferno o paradiso, in quell'ora estrema, tutti i beni e i piaceri mondani appaiono per quel che in realtà sono, ossia beni vani che presto svaniscono.

Carissimi amici che avete la vocazione e che frequentate spesso questo blog, spero tanto di esservi di qualche aiuto, ed è per voi che frequentemente pubblico qualche edificante pensiero spirituale, al fine di aiutarvi a custodire con premura la preziosa chiamata alla vita religiosa, invitandovi a pensare alle cose celesti, non alle cose materiali che ognuno di noi dovrà lasciare per sempre nell'ora della morte.

Anche se non ci conosciamo di persona, impegniamoci a pregare a vicenda gli uni per gli altri, nella speranza di poterci incontrare un giorno ai piedi della Beata Vergine Maria, nella Patria Celeste, ove insieme a tutti gli angeli e ai santi potremo amare Dio per sempre. Così sia.